
Contesto
Piazza Dalmazia, nel cuore del Quartiere 5 di Rifredi a Firenze, si presenta storicamente come uno spazio pubblico frammentato e segnato da profonde asimmetrie d'uso.
Sebbene l'intera area si popoli al mattino grazie alla presenza del mercato, nel resto della giornata le dinamiche si polarizzano: la porzione settentrionale è intensamente vissuta nel pomeriggio, in particolare all'uscita delle scuole e per l'attrattività dei servizi commerciali, pur risultando strutturalmente priva di supporti alla sosta. Al contrario, la zona meridionale è animata soprattutto a pranzo da bar, ristoranti e chioschi, ma la disposizione perimetrale dell’arredo urbano, pensata per consentire le manovre dei mezzi del mercato, finisce per inibire la socialità.

Nelle ore serali, l'intera piazza sconta una diffusa percezione di insicurezza e degrado che colpisce specialmente anziani e famiglie; una condizione legata a fenomeni di micro-criminalità numericamente marginali, ma amplificata dalla temporanea chiusura del cinema per ristrutturazione e dall'assenza di un presidio comunitario permanente. In questo scenario, le fasi di osservazione hanno evidenziato la forte criticità dell’ex pensilina del mercato in via di Rifredi: uno snodo cruciale per la mobilità cittadina e l'attesa dei mezzi pubblici, eppure configurato come un vuoto urbano buio, ostile e totalmente privo di arredi.
Progetto
Nato all'interno di Facciamo Festa — un'ampia cornice di attivazione territoriale del Comune di Firenze e del Quartiere 5, cofinanziata dall'Unione Europea attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus per l'inclusione sociale — Superpubblico è il progetto di ricerca-azione e urbanistica tattica ideato e curato da Superterrestre APS. Il percorso si è sviluppato come un processo aperto di progettazione incrementale attorno a un cantiere laboratoriale concepito come un'esperienza formativa condivisa, affiancata trasversalmente da una campagna continuativa di osservazioni dirette in loco.
Attraverso questa pratica, i partecipanti hanno autocostruito il DESC (Dispositivo di Esplorazione Spaziale Collaborativa): una microarchitettura mobile su ruote con elementi riconfigurabili e coperture flessibili, impiegata come strumento di ricerca itinerante per navigare le due aree frammentate della piazza e catalizzare l'interesse dei passanti. L'utilizzo sul campo del dispositivo ha permesso di condurre una serie di interviste qualitative strutturate attraverso l'impiego di vari strumenti metodologici dedicati, sfociando infine in un momento di restituzione preliminare dei dati alla comunità. Questa restituzione si è tradotta in una festa di quartiere e nell'effettiva realizzazione dell'intervento tattico presso la pensilina di via di Rifredi, dove sono state installate sedute per la sosta e un punto di book crossing.
Obiettivi e impatto
L'intervento persegue come obiettivo principale l'osservazione, lo studio approfondito e il coinvolgimento attivo di chi abita e attraversa quotidianamente Piazza Dalmazia, riconoscendo nella comunità il soggetto chiave per poter definire e risignificare lo spazio pubblico. Il progetto si è strutturato attorno a una precisa sequenza metodologica: fare ricerca sul campo, sviluppare un laboratorio di formazione e autocostruzione e realizzare un intervento di urbanistica tattica mirato

Questa filiera di azioni è stata concepita per raccogliere elementi concreti e portare all'attenzione del quartiere e delle istituzioni locali le istanze e i bisogni reali emersi dal basso. L'impatto finale del progetto risiede quindi nella capacità di tradurre l'esperienza vissuta e i dati raccolti in linee guida per le future policy urbane, offrendo strumenti pratici per orientare le politiche di trasformazione permanente del territorio.
Fasi
Il progetto si articola su una sequenza temporale ben definita: [1] Osservazione e raccolta dati preliminare: attività iniziale condotta sul campo per mappare e analizzare le specifiche criticità strutturali e le opportunità latenti di Piazza Dalmazia.

[2] Laboratorio di autocostruzione: sviluppo del cantiere laboratoriale condiviso ospitato all'interno degli spazi dell'SMS di Rifredi in concomitanza con il Festival Stella Rossa, focalizzato sulla carpenteria leggera e sulla realizzazione collettiva del DESC. [3] Ricerca itinerante e interviste qualitative: fase di indagine situata e attiva sul territorio attraverso lo spostamento del dispositivo in vari punti strategici della piazza per raccogliere le istanze e i bisogni della cittadinanza.
[4] Cena solidale e attivazione degli attori: Momento comunitario volto alla condivisione delle reti, all'attivazione dei partner territoriali e alla restituzione preliminare dei dati e delle analisi raccolte durante le fasi precedenti. [5] Intervento di Urbanismo tattico: fase finale di risignificazione spaziale presso la pensilina di via di Rifredi, concepita e realizzata come sintesi materiale di alcune delle principali esigenze emerse nel corso di tutto il processo.

Strumenti
L'infrastruttura metodologica ha unito l'esplorazione spaziale all'indagine sociologica attraverso dispositivi hardware e software: [1] DESC: Il dispositivo mobile autocostruito ha agito come catalizzatore visivo e itinerante per sperimentare la modularità degli arredi e testare l'interazione tra le persone sul campo.


[2] OPESUS (Opportunità spaziali, Esigenze sociali, Usi della città): Una scheda tecnica di osservazione sul campo utilizzata per mappare in tempo reale dati demografici, tempi e modalità di sosta, flussi, attività svolte e uso degli spazi d'ombra. [3] Intervista Qualitativa Strutturata: Un tracciato d'indagine di 10-20 minuti somministrato a 90 passanti per mappare frequenza d'uso della piazza, mobilità, percezione di sicurezza e desideri di trasformazione.
[4] Auto-questionario e documentazione Visiva: Strumenti di monitoraggio individuale che hanno permesso di attivare l’intervento alla pensilina.
Esiti
L'esperienza sul campo ha validato un modello operativo flessibile e replicabile, traducendosi in un intervento tangibile di risignificazione spaziale ed estetica della pensilina di via di Rifredi, storicamente identificata come l'area a maggiore criticità.


La pensilina è stata sottratta all'incuria e al buio attraverso l'implementazione di una nuova illuminazione pubblica, la realizzazione di interventi di street art e l'innesto di arredi urbani temporanei in legno sviluppati a partire dalle panche del DESC. Nello specifico, sono state collocate due sedute dedicate all'attesa dei mezzi pubblici per colmare la storica assenza di supporti alla sosta, ed è stato istituito un punto di libero scambio di libri, offrendo uno snodo di sosta, e socialità accessibile a tutti.

Fotografie
crediti
Fotografie a cura di Brio Design Studio.
Risorse
Altri progetti



















