
Contesto
La Rossa, La Giotta, La Dotta si sviluppa tra Bologna e la bassa Valle del Po, in dialogo con il Social Design Studio dell’Università di Arti Applicate di Vienna.
Il progetto si inserisce in un territorio denso di stratificazioni politiche, culturali e sociali, dove istituzioni storiche convivono con spazi indipendenti e pratiche emergenti. Nasce dall’esigenza di interrogare il viaggio come pratica situata, capace di leggere e attivare relazioni nel tessuto urbano e nei territori post-industriali e post-metropolitani.

Il progetto di pubblicazione è curato da Enrico Tomassini e Pedrag Millic, con grafica di Sofia Zorzi, in collaborazione con il Social Design Studio dell’Università di Arti Applicate di Vienna e una rete di partner tra cui Università di Bologna, spazi culturali e collettivi locali.
Progetto
Nato come esperienza curatoriale collettiva, il progetto attraversa archivi, centri culturali, spazi autogestiti e realtà sociali, costruendo una narrazione corale del territorio.
Non si configura come una mappatura sistematica, ma come un processo aperto che intreccia pratiche artistiche, politiche del cibo, memorie radicali e queer, e riflessioni sulla città contemporanea. Il viaggio diventa strumento critico per mettere in relazione soggetti, luoghi e immaginari.
Obiettivi e Impatto
L’obiettivo è esplorare nuove modalità di lettura e rappresentazione del territorio, rifiutando narrazioni lineari e chiuse. [1] Breve termine: attivare un apprendimento situato e relazioni dirette con le realtà locali. [2] Medio termine: costruire una narrazione plurale e sperimentare forme di restituzione non lineari. [3] Lungo termine: contribuire a modelli di ricerca urbana collaborativa e pratiche archivistiche vive.

L’impatto si misura nella creazione di connessioni tra partecipanti e contesti locali, e nella produzione di una costellazione di materiali e relazioni.
Fasi
Il percorso si articola in diverse fasi: una prima fase di ricerca e costruzione della rete, seguita dall’attraversamento del territorio tra Bologna e la bassa modenese.

A questa segue la raccolta di materiali (appunti, immagini, conversazioni) e una fase di elaborazione curatoriale che porta alla restituzione attraverso la pubblicazione.

Strumenti
Elemento centrale è la pubblicazione, intesa come dispositivo aperto e non lineare.


Più che documentare, raccoglie frammenti e tracce del viaggio, lasciando emergere vuoti e discontinuità. Si configura come un archivio situato e attivabile, che invita chi legge a costruire connessioni e interpretazioni.
Esiti
Il progetto ha prodotto una rete di relazioni e una pluralità di materiali eterogenei. L’esito principale non è un racconto concluso, ma un processo aperto che attiva letture critiche.


La pubblicazione ha generato modalità di fruizione attive, stimolando interpretazioni personali, ma ha anche evidenziato la necessità di dispositivi complementari per facilitarne l’accesso. Il progetto suggerisce quindi integrazioni future tra supporti editoriali, momenti pubblici e archivi digitali.

Prospettive
Il progetto apre alla possibilità di replicare il formato del viaggio in altri contesti e di sviluppare piattaforme archivistiche collaborative.
Mira a consolidare il dialogo tra ricerca, pratiche artistiche e attivismo, rafforzando reti tra istituzioni e realtà indipendenti.


crediti
Fotografie a cura di Susanne Buechele, Mildreg Cheng, Enrico Tomassini.
Risorse
Altri progetti












