
Contesto
Maschia opera nel panorama socioculturale fiorentino, rispondendo alla necessità di affrontare i temi della mascolinità tossica e del patriarcato.
Il progetto si inserisce in una rete territoriale densa, collaborando con realtà come Arci Firenze, Europe Direct, La Polveriera Spazio Comune e movimenti come Non Una Di Meno. Nasce dall’urgenza di creare zone franche dove il "maschile" possa essere messo in discussione fuori dai canoni tradizionali di forza e dominio.

Per connettersi con la rete di cura collettiva di Maschia è possibile utilizzare i canali digitali ufficiali. Il progetto mantiene un dialogo aperto con la sua comunità tramite il profilo Instagram @maschia____ (caratterizzato da un’estetica cruda e simbolica) e l’indirizzo email hello.maschia@gmail.com. Questi canali servono per restare aggiornati su futuri laboratori, performance e chiamate alla partecipazione pubblica.
Progetto
Nato nel 2024, Maschia è uno spazio di cura collettiva dedicato a disimparare la virilità. Partito come installazione performativa in uno spogliatoio maschile, si è evoluto in un percorso di "hackeraggio" dei dispositivi patriarcali e religiosi.
Attraverso l’arte e la partecipazione, il progetto propone una riflessione critica sulla costruzione dell’identità maschile, offrendo servizi di cura non convenzionali e momenti di confronto orizzontali.
Obiettivi e Impatto
L'obiettivo principale è la decostruzione del privilegio maschile per favorire nuove forme di alleanza e autocoscienza. L’impatto è visibile nel coinvolgimento di oltre 180 persone durante la Scuola Popolare e nella creazione di una comunità attiva.

Il progetto punta a generare un "disempowerment" consapevole: rinunciare al potere per riscoprire la vulnerabilità, abbattendo il sessismo e promuovendo una salute maschile basata sull'ascolto e non sul silenzio.
Fasi
Il percorso inizia nel 2024 con la performance al Florence Dance Center, proseguendo con la vittoria del bando Europe Direct.

Nel 2025 si intensificano i workshop di disempowerment (Stella Rossa) e gli eventi su potere e guerra (Exfila).
Nel 2026, il progetto raggiunge lo spazio pubblico con il confessionale in piazza per l’8 marzo e culmina nella Scuola Popolare tra aprile e maggio, consolidando la propria presenza come pratica politica e pedagogica costante.

Strumenti
Maschia utilizza una "cassetta degli attrezzi" eterogenea: il confessionale destrutturato per raccogliere testimonianze intime, camminate urbane, laboratori di co-immaginazione e talk tematici.


Fondamentale è la pratica delle "Confidenze", momenti di autocoscienza in gruppi misti.
La pagina IG funge da archivio visivo e strumento di mobilitazione, mentre la ricerca accademica (tesi ISIA) ha permesso di codificare formalmente questi dispositivi di cura.
Esiti
I risultati includono una vasta partecipazione intergenerazionale e la creazione di una rete solida con i circoli ARCI e collettivi giovanili come Connections.


Oltre al successo di pubblico, l'esito principale è la trasformazione del "confessionale" da luogo di giudizio a spazio di liberazione. Il progetto ha dimostrato che esiste una forte domanda di spazi in cui gli uomini possano interrogarsi radicalmente sul proprio ruolo nella società contemporanea.

Prospettive
Maschia mira a stabilizzare il modello della Scuola Popolare e a estendere le sue "pratiche di diserzione" in nuovi contesti urbani.
L'idea è quella di continuare a contaminare spazi non convenzionali, portando il dibattito sulla mascolinità nelle piazze e nei luoghi di aggregazione spontanea. La prospettiva futura è trasformare questa sperimentazione in un servizio di cura permanente, capace di influenzare le politiche culturali legate al genere.


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