
Contesto
Il Po River Blue Fest è la prima edizione di un festival dedicato all'adattamento climatico e alla valorizzazione delle risorse idriche del bacino del Po.
Nasce dalla collaborazione tra il coordinamento scientifico dell'Università di Bologna e la Città Metropolitana di Bologna, nell'ambito del progetto eurropeo LIFE CLIMAX PO (LIFE22-CCA-IT-CLIMAXPO), che riunisce 25 partner istituzionali e scientifici coordinati dall'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.

La prima edizione si è tenuta il 16 e 17 maggio 2025, tra Bologna e Ravenna, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, Legambiente, Serre dei Giardini Margherita, la Rete Almagià e altri soggetti culturali del territorio.
Progetto
Superterrestre ha progettato i Roller Pavillions, le strutture temporanee utilizzate per le attività del festival. Il workshop di autocostruzione al quale hanno partecipato gli studenti del corso magistrale in Advanced Design - Service dell'Università di Bologna, è stato coordinato in collaborazione e con Gabriel Cazzola, falegname e amico del collettivo bolognese Madera.
I Roller Pavilion sono tre strutture modulari in legno su ruote, dotate di piani di lavoro e pergole ombreggianti: leggere, facilmente trasportabili, riconfigurabili e adatte a muoversi nello spazio pubblico grazie alle ruote di grandi dinensioni. Progettate come infrastrutture civiche temporanee, sono state assemblate collettivamente nello spazio pubblico di Ravenna il 17 maggio 2025, al Lido Darsena antistante le Arteficierie Almagià.
Obiettivi e Impatto
L'obiettivo era costruire uno spazio pubblico temporaneo capace di connettere saperi diversi attorno al tema dell'adattamento climatico.

Un luogo fisico e relazionale dove la crisi ecologica diventasse materia di conversazione concreta tra chi si occupa di progettare le soluzioni per la transizione ecologica e l’adattamento, e chi quotidianamente ha a che fare con le emergenze prodotte dal cambiamento climatico.
Fasi
Il workshop di autocostruzione ha aperto la giornata ravennate del 17 maggio, con gli studenti del magistrale in Advanced Design – Servizi impegnati nell'assemblaggio delle strutture nello spazio pubblico.

I padiglioni hanno poi ospitato le Design Experiences, presentazioni e installazioni degli studenti sui temi del festival, seguite da una tavola rotonda con ricercatori, esperti e portatori di interesse locali.A distanza di pochi giorni, i Roller Pavilion sono stati adottati dalla Fondazione per l'Innovazione Urbana Rusconi Ghini nell'ambito del programma Bologna Verde, per l'evento Parliamone insieme! nel quartiere Villaggio Due Madonne.

Strumenti
I Roller Pavilion sono strutture in legno compensato su ruote, progettate per essere assemblate senza competenze specialistiche.


L'autocostruzione è il formato che ha permesso di generare collettivamente i Roller Pavilions, e la semplicità logistica con cui sono stati pensati è la condizione che rende il progetto facilmente replicabile e trasmissibile. In generale, costruire insieme genera un sapere pratico condiviso su materiali e tecniche, che resta nelle mani di chi ha partecipato, protraendosi oltre l’esperienza didattica in sé.
Esiti
In una giornata, tre strutture assemblate da zero hanno attraversato tre usi diversi: realizzazione attraverso un laboratorio, realizzazione delle attività promosse dagli studenti e dalle studentesse e spazio di dibattito conclusivo.


Smontato il legno, ciò che è rimasto è una rete attivata tra università, istituzioni locali, realtà culturali e cittadini, nonché un formato che ha dimostrato di funzionare.

Prospettive
La rapida adozione dei Roller Pavilion da parte della Fondazione IU Rusconi Ghini per il programma Bologna Verde è un segnale concreto di scalabilità.
Un'infrastruttura nata in un contesto universitario è diventata strumento operativo di un programma pubblico per la transizione ecologica in un'altra città, dimostrando come progetti coordinati da università e terzo settore possano generare alleanze istituzionali reali e mettere in circolazione pratiche che trovano vita propria oltre il contesto d'origine.


crediti
Fotografie a cura di Nicole Marchi, Advanced Design Unit e Massimiliano Donati Studio, Fondazione IU Rusconi Ghigi.
Altri progetti












